7) Copernico. L'Universo ha il Sole al centro.
Abbiamo una visione d'insieme dell'intero Universo dalla sfera
delle stelle fisse, che costituisce il limite estremo
dell'Universo, fino al suo centro, cio al Sole, passando per la
Terra, che si colloca al quinto posto.
N. Copernico, De revolutionibus orbium coelestium, primo, capitolo
decimo (pagine 37-40).

La prima e pi alta di tutte le sfere  la sfera delle stelle
fisse, che contiene le altre compreso se stessa e che perci 
immobile, in quanto luogo dell'universo cui si rapportano il moto
e la posizione di tutti gli altri corpi celesti. Alcuni pensano
che anch'essa si muova in qualche modo, ma noi, nel corso della
dimostrazione del moto della Terra, assegneremo un'altra causa a
questa apparenza. Segue quindi Saturno, primo dei pianeti, che
compie la sua rivoluzione in trent'anni. Dopo Saturno viene Giove
che compie la propria rivoluzione in dodici anni. Poi Marte che
compie il suo moto circolare in due anni. Al quarto posto viene la
rivoluzione annua [della sfera] in cui  contenuta la Terra con la
sfera della Luna, come un epiciclo. Al quinto posto viene Venere
che riduce a nove mesi la durata della sua rivoluzione. Al sesto
posto infine c' Mercurio che gira con un periodo di ottanta
giorni. Al centro di tutti risiede il Sole. Chi infatti situerebbe
in questo stupendo tempio una luce in altro o migliore luogo di
questo, da cui pu illuminare ogni cosa simultaneamente? Non a
caso alcuni lo chiamano lucerna del mondo, altri mente, altri
rettore dell'universo. Trismegisto lo chiama Dio visibile,
l'Elettra di Sofocle colui che vede tutte le cose. Cos dunque
il Sole, quasi come seduto sul soglio regale governa la famiglia
degli astri che gli girano intorno. [...] Noi troviamo dunque in
quest'ordine la mirabile armonia dell'universo e un nesso stabile
tra il moto e la grandezza delle sfere, quale in altro modo non si
pu reperire. [...] Perfettissima, in verit  questa divina
fabbrica dell'ottimo e supremo Architetto.
La rivoluzione scientifica da Copernico a Newton, a cura di Paolo
Rossi, Loescher, Torino, 1973, pagine 152-153.

G. Zappitello, Antologia filosofica, Quaderno secondo/1. Capitolo
Due.
8) Copernico. La Terra si muove.
Siamo al punto cruciale: il moto della Terra. Il movimento non 
un dato assoluto, bens relativo. Esso riguarda l'osservatore,
l'oggetto osservato o entrambi (purch il loro moto non sia
uguale). Tutti i movimenti degli astri possono essere spiegati
ammettendo che  la Terra (il locato) a girare da Occidente a
Oriente. Notare la terminologia aristotelica.
N. Copernico, De revolutionibus orbium coelestium, primo, capitolo
quinto (pagine 37-40).

E' gi stato dimostrato, dunque, che anche la Terra ha la forma di
un globo; ritengo che ora si debba esaminare se alla sua forma
consegua anche un movimento e quale luogo spetti ad essa
nell'universo, cose senza le quali non  possibile trovare una
spiegazione sicura dei fenomeni celesti. Senonch  pacifico per
la maggior parte degli autori che la Terra sta ferma al centro del
mondo, tanto che essi stimerebbero inconcepibile, o megli perdino
ridicola, l'opinione contraria. Se tuttavia consideriamo la cosa
con pi attenzione, ne risulter che la questione non  ancora
risolta, e per questo tutt'altro che disprezzabile. Ogni
spostamento infatti da luogo a luogo, o  dovuto a un movimento
della cosa osservata, oppure a un movimento dell'osservatore, o
infine a spostamenti di entrambi, naturalmente diversi. Fra cose
che si muovono a uguale velocit verso il medesimo punto, non si
percepisce alcun movimento, intendo dire fra la cosa vista e
l'osservatore. E' la Terra dunque il luogo dal quale si vede
quella rotazione di tutto il cielo e sul quale essa si rappresenta
alla nostra vista. Se pertanto alla Terra fosse attribuito qualche
movimento, esso apparirebbe su tutte le cose che sono al di fuori,
con le stesse caratteristiche, ma in senso opposto, come se
fossero quelle cose a muoversi, proprio come accade nella
rivoluzione diurna. Essa, infatti, sembra trascinare tutto
l'universo, all'infuori della Terra e delle cose che le stanno
intorno. Ebbene, se tu ammettessi che il cielo non  affatto
interessato a questo movimento, e che invece  la Terra che gira
da occidente a oriente, e se in tale ipotesi uno esaminasse
attentamente quanto accadrebbe in apparenza del sorgere e del
tramontare del Sole, della Luna e delle stelle, trover che queste
cose si comporterebbero proprio come avviene in realt. E siccome
 il cielo, che contiene e fa brillare tutti gli altri, il luogo
comune di tutte le cose, non  che appare immediatamente come mai
non si debba attribuire il movimento al contenuto piuttosto che al
contenente, al locato piuttosto che al locante.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, volume
dodicesimo, pagine 105-106.
